Impresa e cultura, connubio vincente
Impresa e cultura, connubio vincente
di Daniela Pellicanò

18/06/2008 - Si è conclusa la X Settimana della Cultura, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per la città di Reggio Calabria è stata non solo l’occasione offerta dal Ministero per visitare gratuitamente musei, archivi e siti archeologici ma anche l’opportunità per mostrare che il mondo imprenditoriale e culturale insieme possono lavorare con ottimi risultati. Nel Museo Nazionale della Magna Grecia sono state infatti ospitate aziende e progetti da loro concepiti per valorizzare i beni culturali esistenti.
Durante la settimana, attraverso conferenze, convegni e la mostra degli studi nati dalla collaborazione tra l’Università Mediterranea, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Reggio Calabria (Consorzio ASI) e le aziende private, Reggio Calabria ha offerto un nuovo scenario possibile per la Calabria dimostrando inoltre l’esistenza di vivacità intellettuale e di capacità imprenditoriale orientata all’innovazione.
Le imprese e gli studi di fattibilità presenti nel Museo:
TrivioquadrivioLab (Milano) ha esposto “Impresa, Cognizione, Cultura” ovvero come si comunica un bene culturale. La parola chiave per l’azienda è ri-creazione. Si parte dal presupposto che qualsiasi opera è il risultato di un atto creativo compiuto dall’autore e che è destinata ad un fruitore. Quest’ultimo dunque può essere messo nelle condizioni di ri-creare il valore dell’opera, divenirne co-autore, se solo è messo nelle condizioni di riconoscere il processo creativo che ha condotto alla produzione dell’opera stessa. Dunque non più un semplice faccia a faccia con l’opera d’arte, in quanto tale silenziosa, ma l’immersione in una rete di relazioni contestuali.
“La città incantata” e “Gioco o son desto? sono i progetti di Albatros (Roma) che ha scelto come oggetto di studio il comune di Bova. Il primo prevede l’applicazione del knowledge management nel settore dei beni culturali. È uno studio che pone attenzione alle modalità di rappresentazione delle conoscenze. Il secondo si sofferma sulla funzione del gioco nel processo di apprendimento che sottostà al rapporto tra soggetto e bene culturale e intende rispondere all’interrogativo: avvicinando esperienza culturale e vita quotidiana, possiamo destare l’interesse verso un processo di apprendimento? Da qui il titolo del progetto.
L’impresa Giuseppe Marino (Reggio Calabria) ha presentato Nemo ovvero la conoscenza del patrimonio culturale sommerso della Calabria e la conseguente promozione di una attività produttiva imprenditoriale che coniuga l’informazione sui beni archeologici subacquei con le politiche di promozione del territorio della regione. Si tratta dunque di seguire il processo che prevede il ritrovamento del reperto sommerso (anfore, imbarcazioni, pezzi lignei e metallici, preziosi), e tracciarne le modalità operative per l’identificazione, il recupero, la rappresentazione, la conservazione, il restauro e la valorizzazione. A questo progetto la Tholos Group (Reggio Calabria) ha affiancato T.I.P.I., uno studio di fattibilità per l’applicazione di tecnologie innovative per il trasferimento dei saperi colti. In altri termini la costituzione di una rete di itinerari-musei sommersi e la creazione dell’Accademia per la conservazione e il restauro dei beni sommersi per formare restauratori subacquei di beni da conservare in situ e restauratori di beni recuperati. I primi avranno a disposizione dei laboratori sommersi attrezzati e i secondi un centro specializzato.
Rhegion maps è il progetto di Kaleidon (Reggio Calabria) che partendo dal presupposto che l’aspetto visuale dei beni culturali non è sufficientemente sviluppato, prevede la creazione di una mappa cognitiva del territorio necessaria per visualizzarli, comprenderli ed esplorarli.
Ammega.it (Reggio Calabria) ha presentato “Innovazione nella comunicazione dei beni culturali”e “Beni culturali on line”. Il primo progetto prevede di comunicare i beni culturali utilizzando strumenti multimediali innovativi basati sulla tecnologia di trasmissione audio, video e testo denominata Streamy. La visualizzazione si divide in sette aree e l’ultima è interattiva, l’utente può ricevere in tempo reale, sul cellulare o su e-mail, contenuti quali video, foto, audio, sul bene culturale che sta guardando. Il secondo, infine, parte dallo studio sulla percezione attuale dei beni culturali da parte degli utenti e propone di comunicarli, utilizzando le tecniche e le discipline di cui si serve la pubblicità, attraverso la radio. Perché nonostante possa sembrare oggi un mezzo in parte obsoleto dispone di uno strumento eccellente: la voce, ancora capace di creare intrecci relazionali.
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