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Redazionale


di Giovanni Certomà
13/06/2007 - La carriera di un atleta a volte è proprio buffa ed imprevedibile, proprio come quella di Giuseppe Minici. Giovane talento quando Beppe Ruggero (campione della Forestale) lo scovò in quel di Gioiosa Jonica (R. C.) e lo fece trasferire a Roma, dove poi entrò nelle file del gruppo sportivo dell’Esercito. L’atleta calabrese non si è mai tirato indietro nel duro lavoro di preparazione che per anni ha portato avanti, allo scopo di ben figurare sulla lunga distanza. Ed era iniziata benissimo la sua carriera, con la vittoria nel 2001, della Maratona di Verona con il crono di 2h17’21”. Dopo quell’esordio ci si aspettava da Minici sensibili miglioramenti, ma i risultati non sono arrivati, a causa di una serie di problemi fisici che gli hanno impedito di fare il salto di qualità, ma che non lo hanno ostacolato nel 2004 di conquistare il titolo italiano militare di Maratona in quel di Bergamo. I sui tempi però non sono scesi sotto quel 2h17’ e dopo essere stato seguito come allenatore dall’esperto Angelo Carosi e non riuscendo a risolvere i suoi problemi fisici, Minici ha deciso di porre fine alla propria carriera da top – runner, ma non ha certo smesso di correre. È iniziata per lui una nuova vita sportiva al fianco di importanti maratonete italiane, e stranamente in questa sua seconda “vita” ha trovato quella visibilità che prima, quando gareggiava per sé, non aveva mai avuto. Minici ormai è diventato il fido angelo che ha dettato i ritmi a Ivana Iozzia, e Vincenza Sicari. La prima all’ultima maratona di Venezia, ha concluso al 3° posto; e alla Maratona di Roma 2007, ha conquistato il titolo italiano. La seconda, grazie al maratoneta calabrese ha vinto la ultima edizione della Maratona di Padova con 2h30’. Insomma, Giuseppe Minici, oggi più vivo di ieri.
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